Noi siamo l'Italia che ha voglia di fare

1 Marzo 2013

“Noi siamo l’Italia che ha voglia di fare, e non di aspettare. Ritengo allucinante l’atteggiamento della Sovrintendenza di Bologna”.

Queste le prime parole dell’intervento, al Convegno “Città Parlanti – Bologna Capitale dell’Outdoor”, nell’ambito di SAIE3 Incontri, di Claudio Sabatini che ha poi proseguito:

“In 9 mesi abbiamo realizzato questa manifestazione, 276 aziende hanno creduto in noi e decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo hanno invaso i padiglioni della fiera.

In novembre abbiamo presentato il Progetto “Città Parlanti” che si divideva in 3 momenti: una Mostra in fiera, questo Convegno e SAIE3-off, localizzato dall’Amministrazione Comunale in Via Orefici.

Grazie alla grande collaborazione con il Comune di Bologna, rappresentato dagli Assessorati all’Urbanistica, al Marketing Territoriale e al Commercio, guidati dagli Assessori Gabellini, Monti e Lepore, e al gioco di squadra di tutti i tecnici, siamo riusciti a condividere il progetto, a individuare in Via Orefici la sua localizzazione, e anche a istruire formalmente la pratica il 19 febbraio, grazie alla grande disponibilità dell’architetto Enrico Iascone.

Grazie ad Ascom, Caffè Masini, Libreria Ambasciatori e Fleur de Vin di via Orefici, e la Pasticceria Gamberini di via Testoni, hanno siglato un accordo con Italtek e Starch per la realizzazione dei loro dehor.

Ma ancora oggi ci troviamo con i prodotti e caricati sui camion e le maestranze pronte all’istallazione.

La Sovrintendenza infatti non si è ancora espressa in merito, comunicandoci di avere 180 giorni di tempo per rispondere, quando l’iniziativa doveva partire invece il 26 febbraio e proseguire fino al 10 marzo, e a seguito del nostro invito ad esprimere un pensiero e un suo autorevole parere al Convegno in cui il tema principale è proprio l’arredo urbano nei centri storici, ha rifiutato a presenziare, e nemmeno ha delegato un proprio dirigente in Sua rappresentanza.

Ritengo questo atteggiamento irrispettoso nei confronti di persone, istituzioni,  aziende e di una città, che hanno investito energie e impegno in un progetto che sta mettendo Bologna al centro dell’attenzione. Il primo istinto davanti a persone che ancora antepongono la burocrazia alla voglia di fare è di grande rabbia. Ritengo che il nostro sia un progetto che meriti una risposta, o almeno una presenza.

La prima tentazione è seguire l’istinto di commettere atti sicuramente discutibili, ma che servirebbero forse a rendere più disponibili gli stessi uffici alla richiesta successiva, perché credo che questo non sia più il tempo di aspettare (180 giorni), ma di fare. Perché il futuro che vogliamo non è un futuro prossimo. Il futuro è adesso, adesso, adesso. (ndr: Lucio Dalla, installazione Futurdesign 2001)”

Download: